Contratto di comodato d’uso gratuito
Il comodato è il contratto con cui si presta gratuitamente una casa, un veicolo o un altro bene, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Questo modello lo redige secondo gli articoli da 1803 a 1812 del codice civile e risolve da sé la domanda che conta davvero: se le parti non scrivono un termine né un uso con una fine prevedibile, il comodato diventa PRECARIO e il comodante può riavere il bene a semplice richiesta, mentre in ogni altro caso gli serve un bisogno «urgente e impreveduto». Il documento calcola il regime, cambia il proprio titolo di conseguenza e le dice quale delle due condizioni lo ha deciso. Lo compili, lo rilegga e lo scarichi in PDF.
TRA Anna Maria Colombo, nato/a a Padova (PD) il 21 giugno 1958, residente in Via Altinate 31, 35121 Padova (PD), codice fiscale CLMNMR58H61G224X, di seguito «IL COMODANTE» E Marco Colombo, nato/a a Padova (PD) il 11 febbraio 1994, residente in Via Altinate 31, 35121 Padova (PD), codice fiscale CLMMRC94B11G224D, di seguito «IL COMODATARIO» si conviene e si stipula quanto segue.
Art. 1 — OGGETTO E CONSEGNA Il comodante concede in comodato al comodatario, che accetta, il seguente immobile: Appartamento di tre vani e mezzo posto al secondo piano, con cantina di pertinenza, sito in Via San Francesco 78, 35121 Padova (PD). Identificazione: foglio 84, particella 219, subalterno 12, categoria A/3, classe 3, rendita catastale iscritta in catasto. STATO ALLA CONSEGNA: Buono stato di manutenzione, tinteggiato di recente, impianti funzionanti; l’appartamento è consegnato non arredato, con la sola cucina componibile descritta nell’ALLEGATO A. Il comodatario si obbliga a restituire LA STESSA COSA RICEVUTA, come richiede il comma 1 dell’articolo 1803: il comodato non si estingue restituendo una cosa equivalente. La consegna del immobile è fissata per il 1º ottobre 2026. Il comma 1 dell’articolo 1803 del codice civile fa nascere il comodato con la CONSEGNA e non con la firma: questo contratto si perfezionerà dunque in quella data, e non oggi. Le parti sottoscrivono l’ALLEGATO A contestualmente alla consegna.
Art. 2 — GRATUITÀ IL PRESENTE CONTRATTO È GRATUITO E NESSUN CORRISPETTIVO È DOVUTO PER IL GODIMENTO DEL BENE. Il comma 2 dell’articolo 1803 del codice civile dispone che «il comodato è ESSENZIALMENTE gratuito»: la gratuità non è una condizione che le parti scelgono, è un elemento essenziale del tipo. Un corrispettivo pattuito per il godimento non renderebbe questo comodato oneroso, ne farebbe un contratto diverso — la locazione, che l’articolo 1571 definisce come il contratto col quale una parte si obbliga a far godere all’altra una cosa «VERSO UN DETERMINATO CORRISPETTIVO» — con la disciplina, i termini e gli obblighi di registrazione che le sono propri. Restano fuori da questo divieto il rimborso delle spese previsto dall’articolo 1808 e l’assunzione degli oneri di gestione di cui all’articolo 8, che non sono un corrispettivo del godimento.
Art. 3 — DURATA E RESTITUZIONE Le parti hanno convenuto un TERMINE: la restituzione è fissata al 30 settembre 2029, e il comodato dura quindi 1095 giorni dalla consegna. QUESTO COMODATO NON È PRECARIO: poiché ricorre una delle due condizioni che l’articolo 1810 del codice civile richiede ENTRAMBE per il precario, il comodante NON può pretendere la restituzione a semplice richiesta. Il comma 1 dell’articolo 1809 obbliga il comodatario a restituire la cosa «alla scadenza del termine convenuto o, in mancanza di termine, quando se ne è servito in conformità del contratto». Il comma 2 dello stesso articolo apre l’unica porta a una restituzione anticipata per volontà del comodante: «se però, durante il termine convenuto o prima che il comodatario abbia cessato di servirsi della cosa, sopravviene un URGENTE E IMPREVEDUTO BISOGNO al comodante, questi può esigerne la restituzione immediata». I due requisiti sono CUMULATIVI e riguardano un bisogno SOPRAVVENUTO: un bisogno già esistente e conosciuto alla firma non è imprevisto, e una semplice convenienza non è urgente. Restano ferme le vie di uscita indicate nell’articolo 10 del presente contratto, che non dipendono dal termine. I termini qui indicati sono calcolati secondo gli articoli 1187 e 2963 del codice civile.
Art. 4 — USO CONSENTITO E CUSTODIA Il immobile è concesso per il seguente uso determinato: Abitazione del comodatario e del suo nucleo familiare convivente, per la durata degli studi universitari presso l’Università degli Studi di Padova. Ogni uso diverso è inadempimento. Il comma 1 dell’articolo 1804 del codice civile pone al comodatario due obblighi distinti: è tenuto «a custodire e a conservare la cosa con la DILIGENZA DEL BUON PADRE DI FAMIGLIA» e «non può servirsene che per l’uso determinato dal contratto o dalla natura della cosa». Uscire da quell’uso non è soltanto un inadempimento: il comma 2 dell’articolo 1805 aggiunge una conseguenza che quasi nessun modello scrive, e cioè che «il comodatario che impiega la cosa per un USO DIVERSO o per un TEMPO PIÙ LUNGO di quello a lui consentito è responsabile della perdita avvenuta per causa a lui NON IMPUTABILE, qualora non provi che la cosa sarebbe perita anche se non l’avesse impiegata per l’uso diverso o l’avesse restituita a tempo debito». Chi tiene il bene oltre il termine risponde quindi anche del caso fortuito, salvo quella prova.
Art. 5 — GODIMENTO DA PARTE DI TERZI IL COMODATARIO NON PUÒ CONCEDERE A TERZI IL GODIMENTO DEL IMMOBILE. Il comma 2 dell’articolo 1804 del codice civile lo dispone in via generale — «non può concedere a un terzo il godimento della cosa senza il consenso del comodante» — e le parti non hanno prestato quel consenso. In ogni caso, il comma 3 dell’articolo 1804 dà al comodante un rimedio immediato per la violazione degli obblighi dei commi 1 e 2: «se il comodatario non adempie gli obblighi suddetti, il comodante può chiedere l’IMMEDIATA RESTITUZIONE della cosa, oltre al risarcimento del danno». Quel rimedio non dipende dal termine e opera anche in un comodato a tempo determinato.
Art. 6 — PERIMENTO E DETERIORAMENTO DEL BENE ATTENZIONE — IL BENE È STATO STIMATO, E QUESTO SPOSTA SUL COMODATARIO IL RISCHIO DELLA SUA PERDITA. Le parti attribuiscono al immobile, al tempo del contratto, il valore di stima di 145.000 euro. L’articolo 1806 del codice civile dispone che «se la cosa è stata STIMATA al tempo del contratto, il suo perimento è a carico del comodatario, ANCHE SE avvenuto per causa a lui non imputabile»: con questa clausola il comodatario risponde della perdita del bene anche quando non vi ha colpa alcuna — incendio, furto, allagamento — e dovrà quindi corrispondere al comodante il valore qui stimato. È una scelta delle parti, non un effetto automatico del contratto: senza stima varrebbe la sola regola dell’articolo 1805. Fuori dal caso della stima, il rischio segue l’articolo 1805, il cui comma 1 detta una regola tanto severa quanto poco conosciuta: il comodatario «è responsabile se la cosa perisce per un CASO FORTUITO a cui poteva sottrarla SOSTITUENDOLA CON LA COSA PROPRIA, o se, POTENDO SALVARE UNA DELLE DUE COSE, HA PREFERITO LA PROPRIA». Resta fermo, in ogni combinazione, l’articolo 1807: «se la cosa si deteriora per SOLO EFFETTO DELL’USO per cui è stata consegnata e senza colpa del comodatario, questi non risponde del deterioramento». Il normale logorio d’uso non è quindi un danno.
Art. 7 — VIZI DELLA COSA IL COMODANTE DICHIARA I SEGUENTI VIZI DELLA COSA, DI CUI È A CONOSCENZA: L’infisso della camera da letto sul lato nord non chiude perfettamente e lascia passare aria; il comodante lo dichiara espressamente.. Il comodatario dà atto di esserne stato avvertito prima della consegna. L’articolo 1812 del codice civile non pone a carico del comodante una garanzia generale: «se la cosa comodata ha vizi tali che rechino danno a chi se ne serve, il comodante è tenuto al risarcimento QUALORA, CONOSCENDO i vizi della cosa, NON NE ABBIA AVVERTITO il comodatario». Servono dunque due elementi insieme, la conoscenza e il silenzio, ed è avvertendo il comodatario che il comodante adempie. Va detto per intero anche il rovescio: questa dichiarazione non è una liberatoria, e non esonera il comodante che fosse in realtà a conoscenza di un vizio non dichiarato.
Art. 8 — SPESE L’articolo 1808 del codice civile detta in due commi due regole di segno opposto, ed è la distinzione che i modelli in circolazione confondono più spesso. Il comma 1 dispone che «il comodatario NON ha diritto al rimborso delle spese sostenute PER SERVIRSI della cosa»: le spese d’uso restano sue, senza eccezioni. Il comma 2 dispone invece che «egli PERÒ ha diritto di essere rimborsato delle SPESE STRAORDINARIE sostenute per la CONSERVAZIONE della cosa, SE QUESTE ERANO NECESSARIE E URGENTI». I due requisiti del comma 2 sono CUMULATIVI: una spesa straordinaria necessaria ma non urgente, affrontata senza interpellare il comodante, non dà diritto ad alcun rimborso. Le parti si danno reciprocamente atto che, ove sia possibile, il comodatario avvertirà il comodante prima di sostenere una spesa straordinaria. Le parti convengono inoltre che siano a carico del comodatario gli oneri di gestione ordinaria connessi all’uso del immobile — a titolo esemplificativo le utenze, il carburante, la manutenzione ordinaria, le spese condominiali ordinarie o di esercizio, secondo la natura del bene. Tale assunzione non costituisce corrispettivo del godimento e non incide sulla gratuità del contratto dichiarata all’articolo 2.
Art. 9 — MODALITÀ DELLA RESTITUZIONE Il comodatario restituisce al comodante LA STESSA COSA RICEVUTA, nel luogo in cui gli è stata consegnata salvo diverso accordo, nello stato risultante dall’ALLEGATO A e salvo il deterioramento derivante dal solo effetto dell’uso, che l’articolo 1807 del codice civile non pone a suo carico. Le parti sottoscrivono al momento della riconsegna l’ALLEGATO B, che dà atto della data e dello stato del immobile: è il documento che chiude il rapporto e che, in caso di contestazione, dice che cosa è stato restituito e quando.
Art. 10 — CESSAZIONE ANTICIPATA Il comodante può ottenere la restituzione del bene prima della scadenza nei soli casi seguenti, che il codice civile prevede espressamente: (a) PER UN BISOGNO URGENTE E IMPREVEDUTO SOPRAVVENUTO AL COMODANTE, che può in tal caso esigere la restituzione immediata (comma 2 dell’articolo 1809). I due requisiti sono cumulativi e il bisogno deve essere sopravvenuto: è l’unica via che consente al comodante di rientrare in possesso del bene prima del termine per una ragione propria. (b) PER INADEMPIMENTO DEL COMODATARIO agli obblighi di custodia, di conservazione, di uso conforme o di divieto di concessione a terzi: il comma 3 dell’articolo 1804 consente al comodante di «chiedere l’immediata restituzione della cosa, oltre al risarcimento del danno». Questa via non dipende dal termine. (c) PER MORTE DEL COMODATARIO: l’articolo 1811 dispone che «in caso di morte del comodatario, il comodante, BENCHÉ SIA STATO CONVENUTO UN TERMINE, può esigere dagli eredi l’immediata restituzione della cosa». Il termine pattuito non si trasmette agli eredi. La regola non ha simmetrica: il codice non prevede la morte del COMODANTE fra le cause di cessazione, sicché il comodato prosegue con i suoi eredi.
Art. 11 — FORMA, REGISTRAZIONE E IMPOSTE IL CODICE CIVILE NON RICHIEDE ALCUNA FORMA PARTICOLARE PER IL COMODATO, e questa è una differenza sostanziale rispetto alla locazione. L’articolo 1350 elenca in tredici numeri gli atti che devono farsi per atto pubblico o per scrittura privata «SOTTO PENA DI NULLITÀ», e il comodato non figura in quell’elenco — neppure quando ha per oggetto un immobile, mentre il numero 8 vi include i contratti di locazione ultranovennali. Le parti scelgono comunque la forma scritta perché è ciò che rende dimostrabili la consegna, l’uso convenuto, il termine e lo stato del bene: il comodato verbale è valido, ma quasi impossibile da provare. QUESTO CONTRATTO NON DICE SE E COME VADA REGISTRATO, NÉ QUALI SIANO I SUOI EFFETTI FISCALI. La registrazione presso l’Agenzia delle Entrate e il trattamento ai fini delle imposte — comprese le agevolazioni sull’imposta municipale che si sente spesso associare al comodato fra parenti — non sono disciplinati dagli articoli 1803 e seguenti del codice civile, che sono le norme su cui questo modello è costruito, e dipendono da condizioni che variano secondo il bene, le parti e il comune. Si rivolga all’Agenzia delle Entrate o a un commercialista prima di firmare, e non tragga da questo documento alcuna conclusione fiscale. Il presente contratto è redatto in DUE ORIGINALI, uno per ciascuna parte.
Art. 12 — RINVIO Per quanto non espressamente previsto dal presente contratto le parti rinviano agli articoli da 1803 a 1812 del codice civile, che disciplinano il comodato, e alle altre norme del codice applicabili.
Fonti: articoli 1803 (nozione, contratto reale, gratuità essenziale), 1804 (obblighi del comodatario, divieto di concedere a terzi, immediata restituzione), 1805 (perimento), 1806 (stima), 1807 (deterioramento per effetto dell’uso), 1808 (spese), 1809 (restituzione e bisogno urgente e impreveduto), 1810 (comodato senza determinazione di durata), 1811 (morte del comodatario) e 1812 (vizi della cosa) del codice civile; articolo 1350 (atti che devono farsi per iscritto); articolo 1571 (nozione di locazione); articoli 1813 e 1814 (mutuo); articoli 1187 e 2963 (computo dei termini). Testi consultati su Normattiva il 14 settembre 2026: gli articoli da 1803 a 1812 sono nel testo originale, in vigore dal 19 aprile 1942, e non recano note di vigenza.
Questo modello non dice se il contratto vada registrato né quali siano i suoi effetti fiscali: non sono materia degli articoli 1803 e seguenti. Non contiene aliquote, importi d’imposta né percentuali.
Le parti danno atto che in data 1º ottobre 2026 il immobile descritto all’articolo 1 è stato CONSEGNATO al comodatario nello stato qui riportato. QUESTO VERBALE NON È UN ACCESSORIO DEL CONTRATTO: poiché il comma 1 dell’articolo 1803 del codice civile fa nascere il comodato con la consegna, è il documento che prova che il contratto esiste, e insieme quello che alla riconsegna dirà in che stato il immobile era stato ricevuto. Si consiglia di allegare fotografie datate.
Stato generale alla consegna — descrizione: ________ · note: ________
Difetti, danni o mancanze rilevati — descrizione: ________
Documenti consegnati — elenco: ________
Fotografie datate allegate — numero: ________ · data: ________
Chiavi consegnate — numero: ________ · tipo: ________
Contatori — acqua: ________ · gas: ________ · energia elettrica: ________
Impianti — riscaldamento: ________ · ultima manutenzione: ________
Arredi e dotazioni presenti — elenco con quantità e stato: ________
Da compilare e sottoscrivere al momento della RESTITUZIONE. Le parti danno atto che il immobile è stato restituito al comodante e che il rapporto è chiuso, salvo quanto eventualmente qui annotato. Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 1807 del codice civile, il comodatario non risponde del deterioramento derivante dal SOLO EFFETTO DELL’USO per cui il bene gli è stato consegnato.
Data di riconsegna — ________
Stato del bene alla riconsegna — descrizione: ________
Differenze rispetto all’ALLEGATO A — descrizione: ________
Spese straordinarie da rimborsare (comma 2 dell’articolo 1808) — importo: ________ · causale: ________
Osservazioni delle parti — ________
Perché usare questo modello
L’articolo 1810 chiede DUE condizioni negative insieme: nessun termine e nessun uso da cui un termine risulti. Il documento le verifica, cambia il titolo e scrive quale delle due ha salvato il contratto dal precario.
L’articolo 1806 mette il perimento della cosa STIMATA a carico del comodatario «anche se avvenuto per causa a lui non imputabile». Qui la stima è una scelta consapevole, e se non la vuole il documento dichiara che quel valore non è una stima.
Il comodato è un contratto reale (articolo 1803). Se la data di consegna manca, il documento glielo dice invece di far finta che il contratto esista già.
Bisogno urgente e impreveduto, inadempimento, morte del comodatario: il documento elenca solo quelle che nel suo regime esistono davvero, con l’articolo che le prevede.
Registrazione e imposte non stanno negli articoli 1803 e seguenti: il modello lo dice apertamente e la rimanda all’Agenzia delle Entrate invece di darle numeri.
Descriva il prestito al copilota e compila il contratto al posto suo.
Come funziona
Parta da questo contratto di comodato d’uso gratuito per l’Italia.
Compili i campi oppure chieda le modifiche al copilota.
Generi il PDF, lo firmi in due originali e sottoscriva l’ALLEGATO A quando il bene passa di mano.
Che cosa contiene il contratto
TRA Anna Maria Colombo, nato/a a Padova (PD) il 21 giugno 1958, residente in Via Altinate 31, 35121 Padova (PD), codice fiscale CLMNMR58H61G224X, di seguito «IL COMODANTE» E Marco Colombo, nato/a a Padova (PD) il 11 febbraio 1994, residente in Via Altinate 31, 35121 Padova (PD), codice fiscale CLMMRC94B11G224D, di seguito «IL COMODATARIO» si conviene e si stipula quanto segue.
Art. 1 — OGGETTO E CONSEGNA Il comodante concede in comodato al comodatario, che accetta, il seguente immobile: Appartamento di tre vani e mezzo posto al secondo piano, con cantina di pertinenza, sito in Via San Francesco 78, 35121 Padova (PD). Identificazione: foglio 84, particella 219, subalterno 12, categoria A/3, classe 3, rendita catastale iscritta in catasto. STATO ALLA CONSEGNA: Buono stato di manutenzione, tinteggiato di recente, impianti funzionanti; l’appartamento è consegnato non arredato, con la sola cucina componibile descritta nell’ALLEGATO A. Il comodatario si obbliga a restituire LA STESSA COSA RICEVUTA, come richiede il comma 1 dell’articolo 1803: il comodato non si estingue restituendo una cosa equivalente. La consegna del immobile è fissata per il 1º ottobre 2026. Il comma 1 dell’articolo 1803 del codice civile fa nascere il comodato con la CONSEGNA e non con la firma: questo contratto si perfezionerà dunque in quella data, e non oggi. Le parti sottoscrivono l’ALLEGATO A contestualmente alla consegna.
Art. 2 — GRATUITÀ IL PRESENTE CONTRATTO È GRATUITO E NESSUN CORRISPETTIVO È DOVUTO PER IL GODIMENTO DEL BENE. Il comma 2 dell’articolo 1803 del codice civile dispone che «il comodato è ESSENZIALMENTE gratuito»: la gratuità non è una condizione che le parti scelgono, è un elemento essenziale del tipo. Un corrispettivo pattuito per il godimento non renderebbe questo comodato oneroso, ne farebbe un contratto diverso — la locazione, che l’articolo 1571 definisce come il contratto col quale una parte si obbliga a far godere all’altra una cosa «VERSO UN DETERMINATO CORRISPETTIVO» — con la disciplina, i termini e gli obblighi di registrazione che le sono propri. Restano fuori da questo divieto il rimborso delle spese previsto dall’articolo 1808 e l’assunzione degli oneri di gestione di cui all’articolo 8, che non sono un corrispettivo del godimento.
Art. 3 — DURATA E RESTITUZIONE Le parti hanno convenuto un TERMINE: la restituzione è fissata al 30 settembre 2029, e il comodato dura quindi 1095 giorni dalla consegna. QUESTO COMODATO NON È PRECARIO: poiché ricorre una delle due condizioni che l’articolo 1810 del codice civile richiede ENTRAMBE per il precario, il comodante NON può pretendere la restituzione a semplice richiesta. Il comma 1 dell’articolo 1809 obbliga il comodatario a restituire la cosa «alla scadenza del termine convenuto o, in mancanza di termine, quando se ne è servito in conformità del contratto». Il comma 2 dello stesso articolo apre l’unica porta a una restituzione anticipata per volontà del comodante: «se però, durante il termine convenuto o prima che il comodatario abbia cessato di servirsi della cosa, sopravviene un URGENTE E IMPREVEDUTO BISOGNO al comodante, questi può esigerne la restituzione immediata». I due requisiti sono CUMULATIVI e riguardano un bisogno SOPRAVVENUTO: un bisogno già esistente e conosciuto alla firma non è imprevisto, e una semplice convenienza non è urgente. Restano ferme le vie di uscita indicate nell’articolo 10 del presente contratto, che non dipendono dal termine. I termini qui indicati sono calcolati secondo gli articoli 1187 e 2963 del codice civile.
Art. 4 — USO CONSENTITO E CUSTODIA Il immobile è concesso per il seguente uso determinato: Abitazione del comodatario e del suo nucleo familiare convivente, per la durata degli studi universitari presso l’Università degli Studi di Padova. Ogni uso diverso è inadempimento. Il comma 1 dell’articolo 1804 del codice civile pone al comodatario due obblighi distinti: è tenuto «a custodire e a conservare la cosa con la DILIGENZA DEL BUON PADRE DI FAMIGLIA» e «non può servirsene che per l’uso determinato dal contratto o dalla natura della cosa». Uscire da quell’uso non è soltanto un inadempimento: il comma 2 dell’articolo 1805 aggiunge una conseguenza che quasi nessun modello scrive, e cioè che «il comodatario che impiega la cosa per un USO DIVERSO o per un TEMPO PIÙ LUNGO di quello a lui consentito è responsabile della perdita avvenuta per causa a lui NON IMPUTABILE, qualora non provi che la cosa sarebbe perita anche se non l’avesse impiegata per l’uso diverso o l’avesse restituita a tempo debito». Chi tiene il bene oltre il termine risponde quindi anche del caso fortuito, salvo quella prova.
Art. 5 — GODIMENTO DA PARTE DI TERZI IL COMODATARIO NON PUÒ CONCEDERE A TERZI IL GODIMENTO DEL IMMOBILE. Il comma 2 dell’articolo 1804 del codice civile lo dispone in via generale — «non può concedere a un terzo il godimento della cosa senza il consenso del comodante» — e le parti non hanno prestato quel consenso. In ogni caso, il comma 3 dell’articolo 1804 dà al comodante un rimedio immediato per la violazione degli obblighi dei commi 1 e 2: «se il comodatario non adempie gli obblighi suddetti, il comodante può chiedere l’IMMEDIATA RESTITUZIONE della cosa, oltre al risarcimento del danno». Quel rimedio non dipende dal termine e opera anche in un comodato a tempo determinato.
Art. 6 — PERIMENTO E DETERIORAMENTO DEL BENE ATTENZIONE — IL BENE È STATO STIMATO, E QUESTO SPOSTA SUL COMODATARIO IL RISCHIO DELLA SUA PERDITA. Le parti attribuiscono al immobile, al tempo del contratto, il valore di stima di 145.000 euro. L’articolo 1806 del codice civile dispone che «se la cosa è stata STIMATA al tempo del contratto, il suo perimento è a carico del comodatario, ANCHE SE avvenuto per causa a lui non imputabile»: con questa clausola il comodatario risponde della perdita del bene anche quando non vi ha colpa alcuna — incendio, furto, allagamento — e dovrà quindi corrispondere al comodante il valore qui stimato. È una scelta delle parti, non un effetto automatico del contratto: senza stima varrebbe la sola regola dell’articolo 1805. Fuori dal caso della stima, il rischio segue l’articolo 1805, il cui comma 1 detta una regola tanto severa quanto poco conosciuta: il comodatario «è responsabile se la cosa perisce per un CASO FORTUITO a cui poteva sottrarla SOSTITUENDOLA CON LA COSA PROPRIA, o se, POTENDO SALVARE UNA DELLE DUE COSE, HA PREFERITO LA PROPRIA». Resta fermo, in ogni combinazione, l’articolo 1807: «se la cosa si deteriora per SOLO EFFETTO DELL’USO per cui è stata consegnata e senza colpa del comodatario, questi non risponde del deterioramento». Il normale logorio d’uso non è quindi un danno.
Art. 7 — VIZI DELLA COSA IL COMODANTE DICHIARA I SEGUENTI VIZI DELLA COSA, DI CUI È A CONOSCENZA: L’infisso della camera da letto sul lato nord non chiude perfettamente e lascia passare aria; il comodante lo dichiara espressamente.. Il comodatario dà atto di esserne stato avvertito prima della consegna. L’articolo 1812 del codice civile non pone a carico del comodante una garanzia generale: «se la cosa comodata ha vizi tali che rechino danno a chi se ne serve, il comodante è tenuto al risarcimento QUALORA, CONOSCENDO i vizi della cosa, NON NE ABBIA AVVERTITO il comodatario». Servono dunque due elementi insieme, la conoscenza e il silenzio, ed è avvertendo il comodatario che il comodante adempie. Va detto per intero anche il rovescio: questa dichiarazione non è una liberatoria, e non esonera il comodante che fosse in realtà a conoscenza di un vizio non dichiarato.
Art. 8 — SPESE L’articolo 1808 del codice civile detta in due commi due regole di segno opposto, ed è la distinzione che i modelli in circolazione confondono più spesso. Il comma 1 dispone che «il comodatario NON ha diritto al rimborso delle spese sostenute PER SERVIRSI della cosa»: le spese d’uso restano sue, senza eccezioni. Il comma 2 dispone invece che «egli PERÒ ha diritto di essere rimborsato delle SPESE STRAORDINARIE sostenute per la CONSERVAZIONE della cosa, SE QUESTE ERANO NECESSARIE E URGENTI». I due requisiti del comma 2 sono CUMULATIVI: una spesa straordinaria necessaria ma non urgente, affrontata senza interpellare il comodante, non dà diritto ad alcun rimborso. Le parti si danno reciprocamente atto che, ove sia possibile, il comodatario avvertirà il comodante prima di sostenere una spesa straordinaria. Le parti convengono inoltre che siano a carico del comodatario gli oneri di gestione ordinaria connessi all’uso del immobile — a titolo esemplificativo le utenze, il carburante, la manutenzione ordinaria, le spese condominiali ordinarie o di esercizio, secondo la natura del bene. Tale assunzione non costituisce corrispettivo del godimento e non incide sulla gratuità del contratto dichiarata all’articolo 2.
Art. 9 — MODALITÀ DELLA RESTITUZIONE Il comodatario restituisce al comodante LA STESSA COSA RICEVUTA, nel luogo in cui gli è stata consegnata salvo diverso accordo, nello stato risultante dall’ALLEGATO A e salvo il deterioramento derivante dal solo effetto dell’uso, che l’articolo 1807 del codice civile non pone a suo carico. Le parti sottoscrivono al momento della riconsegna l’ALLEGATO B, che dà atto della data e dello stato del immobile: è il documento che chiude il rapporto e che, in caso di contestazione, dice che cosa è stato restituito e quando.
Art. 10 — CESSAZIONE ANTICIPATA Il comodante può ottenere la restituzione del bene prima della scadenza nei soli casi seguenti, che il codice civile prevede espressamente: (a) PER UN BISOGNO URGENTE E IMPREVEDUTO SOPRAVVENUTO AL COMODANTE, che può in tal caso esigere la restituzione immediata (comma 2 dell’articolo 1809). I due requisiti sono cumulativi e il bisogno deve essere sopravvenuto: è l’unica via che consente al comodante di rientrare in possesso del bene prima del termine per una ragione propria. (b) PER INADEMPIMENTO DEL COMODATARIO agli obblighi di custodia, di conservazione, di uso conforme o di divieto di concessione a terzi: il comma 3 dell’articolo 1804 consente al comodante di «chiedere l’immediata restituzione della cosa, oltre al risarcimento del danno». Questa via non dipende dal termine. (c) PER MORTE DEL COMODATARIO: l’articolo 1811 dispone che «in caso di morte del comodatario, il comodante, BENCHÉ SIA STATO CONVENUTO UN TERMINE, può esigere dagli eredi l’immediata restituzione della cosa». Il termine pattuito non si trasmette agli eredi. La regola non ha simmetrica: il codice non prevede la morte del COMODANTE fra le cause di cessazione, sicché il comodato prosegue con i suoi eredi.
Art. 11 — FORMA, REGISTRAZIONE E IMPOSTE IL CODICE CIVILE NON RICHIEDE ALCUNA FORMA PARTICOLARE PER IL COMODATO, e questa è una differenza sostanziale rispetto alla locazione. L’articolo 1350 elenca in tredici numeri gli atti che devono farsi per atto pubblico o per scrittura privata «SOTTO PENA DI NULLITÀ», e il comodato non figura in quell’elenco — neppure quando ha per oggetto un immobile, mentre il numero 8 vi include i contratti di locazione ultranovennali. Le parti scelgono comunque la forma scritta perché è ciò che rende dimostrabili la consegna, l’uso convenuto, il termine e lo stato del bene: il comodato verbale è valido, ma quasi impossibile da provare. QUESTO CONTRATTO NON DICE SE E COME VADA REGISTRATO, NÉ QUALI SIANO I SUOI EFFETTI FISCALI. La registrazione presso l’Agenzia delle Entrate e il trattamento ai fini delle imposte — comprese le agevolazioni sull’imposta municipale che si sente spesso associare al comodato fra parenti — non sono disciplinati dagli articoli 1803 e seguenti del codice civile, che sono le norme su cui questo modello è costruito, e dipendono da condizioni che variano secondo il bene, le parti e il comune. Si rivolga all’Agenzia delle Entrate o a un commercialista prima di firmare, e non tragga da questo documento alcuna conclusione fiscale. Il presente contratto è redatto in DUE ORIGINALI, uno per ciascuna parte.
Art. 12 — RINVIO Per quanto non espressamente previsto dal presente contratto le parti rinviano agli articoli da 1803 a 1812 del codice civile, che disciplinano il comodato, e alle altre norme del codice applicabili.
Fonti: articoli 1803 (nozione, contratto reale, gratuità essenziale), 1804 (obblighi del comodatario, divieto di concedere a terzi, immediata restituzione), 1805 (perimento), 1806 (stima), 1807 (deterioramento per effetto dell’uso), 1808 (spese), 1809 (restituzione e bisogno urgente e impreveduto), 1810 (comodato senza determinazione di durata), 1811 (morte del comodatario) e 1812 (vizi della cosa) del codice civile; articolo 1350 (atti che devono farsi per iscritto); articolo 1571 (nozione di locazione); articoli 1813 e 1814 (mutuo); articoli 1187 e 2963 (computo dei termini). Testi consultati su Normattiva il 14 settembre 2026: gli articoli da 1803 a 1812 sono nel testo originale, in vigore dal 19 aprile 1942, e non recano note di vigenza.
Questo modello non dice se il contratto vada registrato né quali siano i suoi effetti fiscali: non sono materia degli articoli 1803 e seguenti. Non contiene aliquote, importi d’imposta né percentuali.
Le parti danno atto che in data 1º ottobre 2026 il immobile descritto all’articolo 1 è stato CONSEGNATO al comodatario nello stato qui riportato. QUESTO VERBALE NON È UN ACCESSORIO DEL CONTRATTO: poiché il comma 1 dell’articolo 1803 del codice civile fa nascere il comodato con la consegna, è il documento che prova che il contratto esiste, e insieme quello che alla riconsegna dirà in che stato il immobile era stato ricevuto. Si consiglia di allegare fotografie datate.
Stato generale alla consegna — descrizione: ________ · note: ________
Difetti, danni o mancanze rilevati — descrizione: ________
Documenti consegnati — elenco: ________
Fotografie datate allegate — numero: ________ · data: ________
Chiavi consegnate — numero: ________ · tipo: ________
Contatori — acqua: ________ · gas: ________ · energia elettrica: ________
Impianti — riscaldamento: ________ · ultima manutenzione: ________
Arredi e dotazioni presenti — elenco con quantità e stato: ________
Da compilare e sottoscrivere al momento della RESTITUZIONE. Le parti danno atto che il immobile è stato restituito al comodante e che il rapporto è chiuso, salvo quanto eventualmente qui annotato. Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 1807 del codice civile, il comodatario non risponde del deterioramento derivante dal SOLO EFFETTO DELL’USO per cui il bene gli è stato consegnato.
Data di riconsegna — ________
Stato del bene alla riconsegna — descrizione: ________
Differenze rispetto all’ALLEGATO A — descrizione: ________
Spese straordinarie da rimborsare (comma 2 dell’articolo 1808) — importo: ________ · causale: ________
Osservazioni delle parti — ________
Domande frequenti
Questo modello di contratto di comodato è gratuito?
Sì. Lo compili, lo personalizzi e lo scarichi in PDF senza costi e senza creare un account.
Posso modificare il testo del contratto?
Sì. Può cambiare ogni campo da sé, oppure chiedere la modifica al copilota in linguaggio comune. Alcune parti però non si spostano, perché non dipendono da lei: la gratuità è un elemento essenziale del comodato, il regime precario dipende da che cosa le parti hanno scritto e non da come lo chiamano, e le vie d’uscita sono quelle che il codice civile prevede.
Posso scaricarlo in PDF?
Sì. Ottiene un PDF pronto da stampare e firmare, costruito con gli stessi dati dell’anteprima: quello che stampa è esattamente quello che ha riletto.
Come consegnare il contratto all’altra parte?
Lo stampi in due originali, uno per parte, e li faccia firmare entrambi. Poi, nel momento in cui il bene passa di mano, sottoscriva con l’altra parte l’ALLEGATO A: è il verbale di consegna, e non è un accessorio. Poiché il comodato nasce con la consegna, quel foglio è ciò che dimostra che il contratto esiste.
Il contratto è legalmente valido?
Sì, e per il comodato la forma non è nemmeno un problema: l’articolo 1350 del codice civile elenca gli atti che devono farsi per iscritto «sotto pena di nullità» e il comodato non vi compare, neppure quando riguarda un immobile. Quello che serve davvero è la CONSEGNA, perché il comma 1 dell’articolo 1803 fa nascere il contratto in quel momento. Si mette per iscritto per un’altra ragione: un comodato verbale è valido ma quasi impossibile da provare, e senza un testo nessuno può dimostrare l’uso convenuto, il termine o lo stato del bene.
Posso usare questo modello in tutta Italia?
Sì. Gli articoli da 1803 a 1812 sono norme del codice civile, quindi statali: il modello vale allo stesso modo a Milano, Roma, Napoli, Torino, Palermo, Bologna, Firenze, Bari o in qualunque altro comune.
Che differenza c’è tra comodato e comodato d’uso gratuito?
Nessuna: sono lo stesso contratto. «Comodato d’uso gratuito» è la formula che si usa nel linguaggio corrente, ma il comma 2 dell’articolo 1803 dice che «il comodato è ESSENZIALMENTE gratuito», sicché la gratuità è già dentro la parola e l’aggiunta è un rafforzativo. Un comodato a pagamento non esiste: se c’è un corrispettivo per il godimento, il contratto è una locazione.
Che cos’è il comodato precario e come si evita?
È il comodato che l’articolo 1810 descrive così: «se non è stato convenuto un termine né questo risulta dall’uso a cui la cosa doveva essere destinata, il comodatario è tenuto a restituirla NON APPENA IL COMODANTE LA RICHIEDE». Il comodante non deve dare motivi né preavviso. Le due condizioni sono negative e cumulative, quindi per uscirne basta UNA sola cosa: indicare una data di restituzione, oppure convenire un uso da cui risulti un termine. Questo modello glielo calcola e cambia anche il titolo del documento.
Posso riprendermi il bene prima della scadenza?
Dipende dal regime. Nel comodato precario sì, a semplice richiesta. Se invece c’è un termine o un uso determinato, il comma 2 dell’articolo 1809 apre una sola porta: le serve un bisogno «URGENTE E IMPREVEDUTO» sopravvenuto. I due requisiti valgono insieme e il bisogno deve essere sorto dopo: una necessità che conosceva già alla firma non è imprevista, e una semplice convenienza non è urgente. Restano sempre aperte altre due strade, che non dipendono dal termine: l’inadempimento del comodatario (comma 3 dell’articolo 1804) e la sua morte (articolo 1811).
Se il bene si rompe o va distrutto, chi paga?
Di regola il comodatario risponde per colpa, e l’articolo 1807 lo esonera espressamente per il deterioramento dovuto al solo effetto dell’uso. Ci sono però tre casi in cui risponde anche senza colpa, e conviene conoscerli: se il bene è stato STIMATO al tempo del contratto (articolo 1806), se lo ha usato per un uso diverso o per un tempo più lungo (comma 2 dell’articolo 1805), e se poteva salvarlo sostituendolo con una cosa propria e ha preferito salvare la propria (comma 1 dell’articolo 1805). Il primo è il più insidioso, perché nasce da un numero scritto in un campo.
Devo registrare il contratto di comodato, e che cosa succede all’IMU?
Questo modello non glielo dice, ed è una scelta. La registrazione e le imposte non sono disciplinate dagli articoli 1803 e seguenti del codice civile, che sono le norme su cui il documento è costruito: dipendono da regole diverse e da condizioni che cambiano secondo il bene, le parti e il comune. L’agevolazione sull’imposta municipale per il comodato fra parenti ha requisiti propri, che non si esauriscono nel contratto. Chieda all’Agenzia delle Entrate o a un commercialista prima di firmare: preferiamo rimandarla alla fonte giusta piuttosto che darle un numero.
Posso prestare del denaro con un contratto di comodato?
No, e la differenza non è formale. Il comma 1 dell’articolo 1803 obbliga a restituire «LA STESSA COSA RICEVUTA», mentre l’articolo 1813 definisce il mutuo come il contratto con cui si consegna «una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili» e l’altra parte si obbliga a restituire «altrettante cose della stessa specie e qualità». L’articolo 1814 aggiunge che le cose date a mutuo passano in proprietà del mutuatario. Denaro, carburante o merce che si consuma vanno quindi in un mutuo, non in un comodato.
Il comodatario può far usare il bene a qualcun altro?
Solo con il suo consenso. Il comma 2 dell’articolo 1804 dispone che il comodatario «non può concedere a un terzo il godimento della cosa senza il consenso del comodante». Nel modulo trova l’interruttore per prestarlo fin d’ora, se vuole. Se manca e il comodatario lo fa comunque, il comma 3 dello stesso articolo le consente di chiedere l’immediata restituzione del bene oltre al risarcimento del danno.
Chi paga le spese durante il comodato?
L’articolo 1808 contiene due regole opposte. Le spese sostenute PER SERVIRSI della cosa — carburante, utenze, manutenzione ordinaria — non sono mai rimborsabili: restano del comodatario. Le spese STRAORDINARIE sostenute per la CONSERVAZIONE della cosa sono invece rimborsabili, ma solo «se queste erano NECESSARIE E URGENTI»: i due requisiti valgono insieme, quindi una riparazione importante ma rinviabile, fatta senza avvisare, non dà diritto a nulla.
Fonti: codice civile — articolo 1803 (nozione; il comodato si perfeziona con la consegna ed è essenzialmente gratuito), articolo 1804 (obblighi del comodatario, divieto di concedere il godimento a terzi, immediata restituzione in caso di inadempimento), articolo 1805 (perimento, sostituzione con la cosa propria, uso diverso o tempo più lungo), articolo 1806 (stima e perimento a carico del comodatario), articolo 1807 (deterioramento per solo effetto dell’uso), articolo 1808 (spese per l’uso e spese straordinarie necessarie e urgenti), articolo 1809 (restituzione alla scadenza e bisogno urgente e impreveduto), articolo 1810 (comodato senza determinazione di durata), articolo 1811 (morte del comodatario) e articolo 1812 (danni per vizi della cosa); articolo 1350 (atti che devono farsi per iscritto); articolo 1571 (nozione di locazione); articoli 1813 e 1814 (mutuo); articoli 1187 e 2963 (computo dei termini). Testi consultati su Normattiva il 14 settembre 2026: gli articoli da 1803 a 1812 sono nel testo originale, in vigore dal 19 aprile 1942, e non recano note di vigenza. Questo modello non afferma alcun obbligo di registrazione né alcun effetto fiscale.
Questo modello è fornito solo a scopo informativo generale e non costituisce una consulenza legale, medica, finanziaria o professionale. Per il suo caso specifico si rivolga a un professionista qualificato.